Open Source e Free Software

In un mondo in cui la globalizzazione avanza imperante, i media ci bombardano di termini presi in prestito da altre lingue, e l' informatica si rende sempre più imprescindibile, diventa quasi obbligatorio imparare ad utilizzare un computer ed avere una minima conoscenza della lingua inglese, se non altro per evitare di prendere allegramente fischi per fiaschi.

OPEN SOURCE - una realtà capovolta?

L' espressione Open Source è ormai di uso comune, solitamente associato alla parola Software, e da qualche anno si sente parlare anche di Hardware Open Source (vedi Arduino). Se pure il concetto di base è noto e piuttosto intuitivo, non è raro che ci siano fraintendimenti e in alcuni casi vere e proprie mistificazioni attorno a questo argomento. Open Source, tradotto letteralmente, significa Sorgente Aperta o (Codice) Sorgente Aperto. In altre parole, quando un programma è fatto in modo che chiunque possa leggerlo e sviscerarlo in tutte le sue componenti, e di conseguenza modificarlo e personalizzarlo, il sorgente del programma si dice, appunto, aperto. Ma com'è un sorgente quando non è aperto? Esiste il Closed Source, o Locked Source? Beh... in un certo senso, si. Solo che in questo caso si parla di Software Proprietario, ovvero protetto da un qualche tipo di licenza, e quindi non accessibile e/o modificabile a proprio piacimento. Quello che molti non sanno però è che il software, alle origini, era aperto, o meglio, condiviso. Forse perchè il programmatore, che mira a progettare qualcosa di funzionale, e magari sempre più complesso, sa bene che condividendolo può ispirare altri programmatori ed essere a sua volta ispirato, con giovamento di tutta la comunità e della qualità del software stesso. Il fatto che l' espressione Open Source sembri essere apparsa all' improvviso, in uno scenario completamente dominato da software proprietari, deve essere solo una questione storico/sociale. Qualcosa di molto simile all' invenzione dell' automobile elettrica, spacciata per grande innovazione, ma in realtà nata molto prima dell' auto a benzina, ma presto abbandonata (boicottata?) in favore di quest' ultima.

FREE SOFTWARE - un mondo libero è possibile?

Se le lingue straniere possono trarre in inganno, qui la faccenda si complica un po'. La traduzione letterale, Software Libero, ha dei connotati molto chiari, e decisamente romantici. Ma la parola "free" in inglese ha anche un secondo significato molto comune, ovvero "gratuito", e in un ambito, quello del software, in cui i conti economici hanno parecchi zeri, quest' ambiguità è risultata parecchio fastidiosa e controproducente. La Free Software Foundation nasce nell' Ottobre del 1985, ad opera di Richard Stallman, come organizzazione il cui principale scopo è quello di regolamentare la diffusione del software in modo libero. E sottolineiamo libero, non gratuito! Chi sviluppa free software deve sottostare a un insieme di regole (vedi le 4 libertà del Free Software, licenze GPL) che ne salvaguardino la libertà, e facciano si che essa si propaghi anche alle successive redistribuzioni, ma nulla vieta di porre un prezzo nella vendita di tale software.

Differenze e Affinità

Un software free è open? E un software open è free? Magari non è il caso di semplificare a tal punto, ma la risposta si avvicina parecchio a un si. Tralasciando piccolezze e dettagli tecnici/legali, Free Software e Open Source sono praticamente la stessa cosa, ciò che li rende tanto diversi è il punto di vista da cui si osserva la questione. I seguaci del Free Software danno una forte importanza all' etica e alla filosofia della produzione e distribuzione del software. In sintesi, si preoccupano di definire accuratamente quali siano i principi etico/morali ai quali chi produce software deve rigorosamente obbedire, al fine di garantire che lo stesso, nato libero, continui ad essere libero. D' altro canto, i sostenitori dell' Open Source ritengono che sia meglio sottolineare come la condivisione del software (dunque libero anche in questo caso) sia da perseguire al fine di avere dei riscontri pratici, ad esempio in termini di utilità e qualità del prodotto. Essi pongono infatti la commercializzazione alla base della diffusione e quindi della sostenibilità dell' intero apparato, cosa che inevitabilmente ha portato divergenze, specialmente riguardo a quali compromessi accettare, e quali principi teorici ritenere invece del tutto inviolabili.

Tanti spunti, ed interminabili discussioni possono nascere da queste poche righe. Ciò che è certo è che Free Software e Open Source sono tra noi, e li usiamo quotidianamente (spesso senza saperlo), pur in un sistema fortemente controllato da licenze e proprietari. È senz' altro importante che il software sia libero,  e che chi si serve del software sia altrettanto libero e tratti con rispetto la propria coscienza. O no?

Daniele Lo Re

Esempi di software Open Source di uso comune: Firefox, VLC, Gimp, 7-Zip, OpenOffice, LibreOffice
Esempi di Free Software di uso comune: GNU/Linux, gcc, Emacs, GPG

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