HACKER: una parola scomoda

A molti sarà capitato di leggere questa parola, o di sentirne parlare, e di essersi quindi, nella maggior parte dei casi, fatto un' idea sbagliata. Nell' immaginario collettivo col termine hacker si è soliti indicare qualcuno, molto esperto in informatica, che riesce ad infiltrarsi in computer e sistemi protetti, spesso e volentieri allo scopo di trarne profitto. Beh.... niente di più sbagliato! Cerchiamo allora di sfatare un paio di luoghi comuni che gettano un alone oscuro attorno ad un universo goliardico e pieno di luce.

UN HACKER È UN ESPERTO D' INFORMATICA

Non è cosa semplice risalire alla corretta etimologia del termine hacker, e le fonti a volte sono discordanti. Tuttavia, con certezza possiamo affermare che la parola hacker era già in uso nel 17° secolo, ad indicare una persona che lavorasse i campi armato di cura e zappa. L' uso frequente dei termini hack, hacker e hacking arrivò solo nella metà degli anni '50, ed indicava l' abilità nel ruscire a muoversi con disinvoltura nei labirinti sotterranei del MIT (Massachusetts Institute of Technology), spesso e volentieri ignorando i cartelli di divieto di accesso diffusi nella struttura. Se è vero che l' uso principale coinvolge gli ambiti dell' informatica, si capisce comunque che alla base c'è uno spirito di giocosità e dimostrazione di abilità. Non è difficile trovare esempio di hacks, ovvero di dimostrazioni di questo tipo, in diversi ambiti della conoscenza proprio perchè possiamo dire che "fare un hack significa fare qualcosa di difficile, e farlo in modo divertente e ingegnoso". Richard Stallman definì un hack il riuscire a mangiare usando 6 bacchette anzichè 2, per il divertimento suo e degli astanti. Molti considerano un hack la suite 4'33" di John Cage.

UN HACKER VIOLA I SISTEMI

Il termine corretto per questa categoria è "cracker". Se violare un sistema comporta divertimento collettivo, ingegno e astuzia, allora è un hack. Ma ciò che distingue l' hacker da un programmatore qualunque non è il fine che si raggiunge, bensì il modo e lo spirito con cui avviene lo studio e la risoluzione del problema. Molti hack sono fini a sè stessi. Se è vero che spesso un hacker ottiene risultati molto concreti e attuabili nella vita pratica, il suo essere hacker si manifesta a prescindere dal vero obiettivo che egli si è preposto. L' hacker individua un problema (più o meno insignificante), se ne interessa ed appassiona, tenta di risolverlo e lo fa con spirito goliardico. E quando riuscirà avrà già gioito nel farlo, e godrà nel poter dire a un collega: "Hai visto? Ti era mai venuto in mente che fosse anche solo possibile?"

Esempi di hacker famosi

Richard Stallman (fondatore di GNU e Free Software Foundation) Linux Torvalds (creatore del kernel Linux) Ken Thompson e Dennis Ritchie (creatori del linguaggio C) Larry Wall (creatore del linguaggio Perl) Brian Kernighan (co-creatore del linguaggio C, creatore di Awk)

Daniele Lo Re

Fonti

http://en.wikipedia.org/wiki/Hacker_(programmer_subculture)
https://stallman.org/articles/on-hacking.html

COMMENTS (2)
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Bell’articolo 🙂
Purtroppo il fatto che la parola hacker sia utilizzata in modo errato è un po colpa dei media (tv sopratutto)

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giustissimo fatima penso la stessa cosa

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